Quest’oggi mi soffermerei sul nuovo spot della Tim (non sono io particolarmente accanita verso il brand, sono i suoi pubblicitari ad essere particolarmente inetti. Per sicurezza ho creato una tag).
Il motivo è presto detto: sembra la solita, innocua cretinata che fa sbellicare i decerebrati e gli amanti di Christian De Sica (in questa frase ho l’impressione di essermi ripetuta), invece contiene quel paio di elementi che me lo rendono boicottabile e odioso.
Per prima cosa, sono discretamente sconvolta dal fatto che si possa ideare una pubblicità in cui Belen Rodriguez impersoni una professoressa di latino. Non so se mi spiego, è come dire «Luca Giurato insegna dizione e grammatica», è l’allontanamento definitivo della credibilità dalla giurisdizione Tim.
Se insegnassi latino mi sentirei offesa e anche un po’ depressa.
La scenetta è originalissima: il genitore maiale, viscido e sessualmente represso di liceale va a colloquio con la professoressa di latino del figlio.
Il meglio del copione arriva subito, giacché la prima frase che sentiamo è: «Col professore di latino ce parlano le madri». Capiamo subito lo spessore della persona. Ovviamente, nessuno del Moige si è chiesto quanta considerazione si abbia del ruolo “donna in famiglia” con questa frase deficiente, perciò passiamo avanti.
Contro ogni dato fattuale, questo spot dovrebbe essere comico. Perciò, l’imbarazzo che aleggia quando De Sica dice «sono il pater di Carlo» e altre frasi della stessa risma.
Si prosegue con squallidume da molestatore, inclusa richiesta del numero di telefono e una proposta indecente circa a un misterioso “latinizzare”, che presumo essere un’attività c.d. orizzontale. La professoressa Rodriguez non lo caccia con una spruzzata di spray anti-aggressione, ma si limita a scuotere la testa sorridendo, (a volte un pugno è legittima difesa, gliela butto lì, prof) a sottintendere che questa volta non ci sarà nessun do ut des.
Ora, tutto ciò non rende il personaggio simpatico e caciarone, illustra solo un uomo di una certa età che si rende ridicolo dando fastidio a una ragazza.
Il fatto che sia messo per fare ridere non eleva particolarmente la scena. Anzi.
Tristezza dilagante anche per l’ultimo scambio di battute, dato che prima si spendono elogi riguardo a un figlio «molto bravo in latino» (e qui ci si chiede allora che cavolo ci sia andato a parlare, il padre, se era molto bravo) poi però è una schiappa nella perifrastica. Ammettendo che la signorina abbia idea di cosa sia, non precisando se “attiva” o ”passiva” lascia intendere che il ragazzo faccia schifo in entrambe, come dire che uno è proprio bravo a giocare a tennis… solo che quella dannata pallina non la si riesce mai a beccare.
D’altronde non è che il latino sia conosciuto bene nemmeno da Belen che, nel successivo, indesiderato episodio pronuncia “Deus Ex Machina”, con l’espressione ma senti questa parola simpatica, chissà che cos’è; e ne ha ben donde, perché l’espressione deus ex machina non potrebbe essere inserita in questo spot in nessun modo, salvo che venga Piero Angela con una scure a mozzare la testa a entrambi e allora sì che tutto riprenderebbe la sua legittimità cosmica e noi avremmo un servizio per il pagamento di quel latrocinio chiamato canone.