Mag 25, 2009

Intelligence e Vanish

Eppure basterebbe impedire ai figli di far roteare pizze già cotte!

Ho preso visione del nuovo spot Vanish, l’ennesima violazione di proprietà privata da parte di un’indesiderata personaccia che arriva lì col preciso intento di dirti quanto siano lerce le tue abitudini. Di solito c’è l’uomo, quello che guarda sotto le calze dei tuoi figli e ti rimprovera bonariamente perché, voglio dire, un pavimento che si rispetti si deve poter leccare.

In questo caso, trattandosi di lavaggio di panni, l’uomo esperto di corrosione sanitari che ci sta fare? L’incombenza di smacchiare è roba da lavanderine, da comari al pozzo della contrada, da donne insomma, perciò vestiamo una morettona di rosa e mandiamola a disturbare una casalinga indomita dominatrice di se stessa. In proposito, forse ricorderete la mia azzardata affermazione sulla protagonista del Nesquik, che definii “la madre automa più inquietante dell’anno”. Per dovere di correttezza, devo ammettere che la signora che incontreremo oggi potrebbe rubarle lo scettro, in quanto la sua autorità di genitore dev’essere in castigo a piangere al posto del figlio.
Ma veniamo al fatto vero e proprio.

Due tra i bambini più scemotti del circondario interagiscono in un modo che, sul serio, a me non sarebbe venuto in mente – non che ciò sia garanzia di chissà che, ad ogni modo: uno dei due porge all’altro una pizza orribile con uno sguardo che vi prego di ammirare, tra l’assatanato e lo strafatto.
Quanto all’altro, si vede subito che è quello che si deve sporcare perché, mentre suo fratello/amico indossa un’anonima t-shirt gialla, lui è vestito come il modellino di apertura di una sfilata per bambini casual, camicia finto-boscaiolo e pantaloni color ghiaccio. Dimostrando doti intellettive pari nemmeno a quelle di una papera, esclama (sarebbe meglio dire esala l’ultimo respiro, vista l’enfasi recitativa) «anch’io so fare questa cosa che fanno sempre in pizzeria», facendo ovviamente cadere il tutto sui suoi intonsi pantaloni. Ciò che lascia un tantino perplessi, invece, è la sua convinzione che i pizzaioli usino le loro acrobazie quando la pizza esce bollente dal forno. Ma abbiamo già visto che non siamo davanti a un futuro statista – o forse sì, dipende da che parte la si guardi.

Il danno è fatto, è il momento di un «O-ops» assai sobrio, ma non è quello a colpire. L’avete visto il fratello? Lui gode pregustando la feroce punizione che aspetta l’altro, ha agito come Lord Henry Wotton con Dorian Grey (su su, non storcete il naso, l’acconciatura è la stessa), non potrei dormire stanotte, ripensando a quel sorriso sadico e a quegli occhietti socchiusi da procione.

A quel punto, fossi stata io, mia madre mi avrebbe distrutto la vita per l’anno a venire. Mi avrebbe promesso il collegio fingendo di preparare le carte per il direttore.

Questa no.
Questa donna senza spina dorsale non ha nemmeno percepito che suo figli ha compiuto un atto imbecille che non dovrebbe ripetere, non vede maleducazione e mancanza di rispetto per tutto quel cibo sprecato. La sua unica preoccupazione si rivela con la frase: «Oh, e adesso come faccio a far sparire queste macchie grasse di pizza?»; ne deriva che la signora è talmente assorbita dal suo ruolo di quella che deve solo lavare e stirare, da avere il terrore che qualcosa sfugga al suo controllo di casalinga efficiente, da trascurare qualsiasi altro aspetto che non sia l’apparenza.
Mi chiedo quante donne si rendano conto di come le si dipinga, temo meno di quelle che durante lo spot prendono appunti.
All’improvviso, con un coup de theatre schifosissimo, sbuca dal nulla la ragazza di rosa vestita, esclamando: «Una sfida perfetta per il nuovo Vanish Intelligence Plus! Simuliamo un lavaggio in lavatrice!».

Una mamma che si rispetti avrebbe risposto più o meno così:
«Prima di tutto, mi dica lei com’è entrata in casa mia e per quanto tempo è stata nascosta sotto il lavello come una contorsionista ad aspettare che si macchiasse qualcosa. No, confessi, il ragazzino in maglia gialla lavora per lei. E simuliamo un bel niente, prenda la sua piscina olimpionica e se la porti via prima che io la prenda per la sua bella chioma fluente e la affoghi senza pietà, capita giusto bene perché devo dare a mio figlio una lezione esemplare.»

Inutile dire che questa non è una mamma come si deve, così si improvvisa una presentazione prodotto in stile Houdini,  in cui si lavano dei pantaloni venuti dal nulla ma dalla vasca escono, asciutti, quelli che indossava il bambino, che però li ha ancora addosso. Signora, la richiami quando uno dei suoi figli farà il compleanno, questa è magia per feste importanti.

Eviterò di dire la mia opinione circa neologismi del calibro di “pizzesco” (no, non è un praeteritio, eviterò davvero), passerei piuttosto alla scena finale, quella del «mamma, ma ora che si mangia?», al quale la madre risponde con una santa carezza da monachella misericordiosa, anziché sollevarlo per un orecchio e sibilare: «non indovini che si mangia? La pizza che hai fatto cadere a terra, vi mangiate tu e quella serpe di tuo fratello».
Tanto, che problema c’è, di sicuro il pavimento è pulito.