M’ero segretamente ripromessa di non occuparmi mai più di ALM, perché chi deambula incensandosi e dicendo che tutti gli altri sono cretini perché non riconoscono il suo genio non dovrebbe essere incoraggiato, ma fatto sedere con dolcezza sulla panchina e riconsegnato all’infermiera.
Recentemente ho anche visto uno spot cumulativo de Il Labirinto Femminile (altrimenti noto come un libro bellissimo) e de La storia di Giovanni e Margherita (alias un’opera di una bellezza struggente) in cui si aveva la netta impressione che ALM avesse preso in mano la situazione e avesse detto «operatore, accendi la telecamera, che mo’ spiego io a queste capre che capolavori si stanno perdendo», ovviamente leggendo spudoratamente il gobbo, perché, parafrasando le già sagge parole della figlia, «capire il senso delle frasi di Marra è difficile, anche quando Marra sei tu»
Dico solo che tanto immotivato ego l’ho visto solo in Derek Zoolander.
Tuttavia, non posso esimermi di fronte al dovere di cronaca, giacché continua il filone di personaggi che si prestano alla marrana carnevalata: stavolta abbiamo nientemeno (nel senso che davvero non c’era niente di meno; forse Corona, via) che Lele Mora. Non sapremo mai cosa c’entri con il libro, perché nessuno di noi leggerà il libro. No, sul serio. Promettetelo.
La piacevole e rilassante musica splatter è sempre la stessa (perché cambiare è difficile, anche quando basterebbe sostituire un file Mp3) ma questa volta i libri si palesano tra mille luccichini, come se fossero il vomito di Campanellino. Dietro c’è uno specchio barocco e una losca figura, che riconosciamo essere quella di Lele Mora, in una giacca che io amo descrivere come “il gessato che sta scappando”.
«Specchio, specchio delle loro brame… dì pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame! Non sono un critico; ma Il Labirinto Femminile è il libro più straordinario che ho mai letto e allora mi sono offerto, per un euro, di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare, ma credo temano causi gli attesi cambiamenti. Leggilo! E’ davvero bellissimo.»
C’è così tanto da dire che mi gira la testa.
«Specchio, specchio delle loro brame…» e subito il dubbio mi assale: ALM starà mica riferendosi a noi e a tutti quelli che prendono in giro la promozione delle sue opere, vale a dire una quantità di persone uguale a quella illuminata dal Sole in questo momento?
Mi sa di sì, perché fiocca quel vittimismo lagnoso che tanto ci è piaciuto nei monologhi Marrani post-critiche:
«dì pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame!»
Ora, non diciamo cose che non sono. Noiosa, tracotante, insopportabilmente vanesia, inutilmente farraginosa… brutta non l’ha mai detta nessuno.
Il tutto abbinato ad un fastidiosissimo dito indice, che viene brandito con minaccia, a scandire ogni frase, come se l’oltraggiato professor Marra avesse chiamato a difesa il vicepreside Mora, che adesso ci mette a posto tutti e ci toglie la ricreazione del pomeriggio.
«Non sono un critico (e già la sorpresa circa quest’affermazione mi occlude i ventricoli) ma Il Labirinto Femminile è il libro più straordinario che ho mai letto (mi domando quale ventaglio di letture impegnate riempia gli scaffali della sua biblioteca .. Non a caso si dice: “che io abbia mai letto”) e allora mi sono offerto per un euro (ma cos’è, una simulazione di compenso? Sta mettendo le mani avanti con la Finanza?) di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare (e qui si ripropone il brevettato piagnisteo di ALM, “nessuno mi capisce, nessuno mi difende, al terzo canto del gallo comprerai il mio libro in edicola”) ma credo temano causi (non faccia quella faccia signor Mora, “causi” esiste, eh, è una parola) gli attesi cambiamenti.»
E questo è un momento Voyager che voglio lasciare così, intatto, nella sua mostruosa vaghezza:
il coraggioso Mora, completamente sguarnito di congiuntivo, si legge il librone di Marra, tutto.
Poi vede che nessuno lo compra e si strugge, come mai il Labirinto non diventa il nuovo Nuovo Testamento, perché?
Eppure è il libro più bello che ha mai letto.
Sarà mica che i grandi illuminati italiani lo stanno ignorando di proposito, perché hanno paura della portata delle rivelazioni sulla coppia? Non è che qualcuno ci guadagna ad attanagliare la società allo strategismo sentimentale?
Allora gli viene un’idea supergenerosa: chiede un euro (che secondo me è una pidocchiata, altroché, fallo gratis accidenti) a Marra e si offre di spiegare a noi microcefali il grande potenziale degli sms tra Alessia e Franco, o come cavolo si chiamano la praticante facilona e il suo dominus porcello.
«Leggilo! E’ veramente bellissimo»
Intanto mi dia del Lei, ché non sono Francesca Lodo nella sua piscina a Porto Cervo.
Secondo, io non leggo un libro solo perché lei me lo consiglia.
Al contrario, mi rifiuto volentieri di leggerlo solo per il fatto che lei me lo consigli.
Perché vendere un libro è difficile, anche se impieghi la famiglia, un’attrice imbarazzata e il direttore del circo.