Lug 25, 2009

Tim Saga: IV-VIII

L’impegno della Tim per farci pentire di avere occhi e orecchie culmina con grande successo.

Carissimi amici, benvenuti al secondo appuntamento con la lettura del poema epico demente per eccellenza, di cui furono narrati i primi tre episodi non molto tempo fa.
Collaboratori associati hanno fatto pervenire la leggenda oscura secondo cui Fiammetta sarebbe davvero una tastierista ma non ho avuto il cuore di approfondire: volevo restare così, nella speranza disperata che non ci siano musicisti di formidabile talento a spasso per il mondo come Ronin, mentre questa pestatasti senza la erre si spalma sui manifesti e viene reclutata con gioia dagli ormai purtroppo noti sostituti del Trio Pagliacci Sadomaso.

Episodio IV
Il Ratto Della Fiammetta

Alan non ha mai cessato di ciarlare in questo mese e mezzo in cui non ci siamo curati di lui, così ne approfitta per raccontarci quanto bene è iniziata la loro estate, ingenuamente convinto che ce ne importi qualcosa. La ragione di tanto ringalluzzimento è che Fiammetta si è aggiunta al gruppo. Fiammetta che dorme su un plaid scozzese con una tunichetta da prima notte di nozze nella capanna del porcaro nel 1866 che non vi dico; i tristoni, dal canto loro, eccitatissimi di averla raccattata in deshabillé, si dicono «Ssshh, dorme!».
Se qualcuno non conoscesse il resto di questa orrenda saga, direbbe di aver visto un filmato in cui i Bambini Sperduti hanno stordito Wendy di cloroformio mentre stava dormendo nella sua stanza e se la sono portati via.

Il secondo motivo di tanti ebeti sorrisi consiste nel fatto che qualche non udente o qualche anima pia della parrocchia del Sacro Cuore ha deciso di farli suonare nel proprio locale.

Arrivati al luogo designato, l’inutile Luca, comare Alan e l’organista di Notre Dame in camicia da notte si accorgono che nello stesso locale suonerà Valentina che, se ben ricordate, è l’unica che ha dimostrato un po’ di buonsenso scappando in drift dopo averli sentiti “suonare” («Ma chi è, la conosco?!» L’hai vista ieri, Fiammetta, stàccati dalla bottiglia).

Beh, insomma, che problema c’è, siamo tra professionisti e persone adulte, mature, si suonerà e si affronterà l’imprevisto con dignità. E invece siamo nella Tim Band, perciò i tre scopritori dello scandalo impazziscono, starnazzano cozzando i crani in preda al panico e impediscono a Marco di avvicinarsi al locale, portandolo via con una scusa becera del tipo che non si esibiscono più «perché il proprietario dice che s’è sbagliato e c’è già un’altra band».

Ora, vabbè che sono patologicamente suscettibile, però io sarei andata al locale con la querela prestampata e il buonumore di un terminator a chiedere le mie dovutissime spiegazioni. Ma dimentico ancora che si parla della band più fiappa e scordata degli ultimi mille anni: Marco, il motivatore, quello che crede tanto del suo sogno, dopo una tiepida resistenza rimonta sul mezzo, docile come un agnello. Alan ci spiega che non importa, chiameranno altri locali (essì, ma ti pare, gli ingaggi al giorno d’oggi te li tirano dietro) ma attenti al motivo di tanta serenità: tanto chiamano a un centesimo verso proprio tutti-tutti!
Come se non contasse il fatto che probabilmente li manderanno a quel paese, ma proprio tutti-tutti, eh.

Episodio V
Sacrifici  E Duro Lavoro

Il menestrello dei brutti momenti ci racconta, con la vocetta un po’ malinconica un po’ speranzosa, che hanno rinunciato a un’esibizione in un “bellissimo locale” (un’altra birreria in mezzo al nulla, come si vede che tengono bassi gli standard) ma che tanto loro non si scoraggiano, hanno trovato la spiaggetta brulla dove fare gli sfaticati e aspettare ferragosto, visto che sono disoccupati tanto vale approfittarne.
Il motivatore un momento ci pensa, alla serata buttata nel water, presto rincuorato dal bassista che è convinto che ricapita di sicuro; Alan, con la camicia finemente sbottonata, deve metterci la sua filosofia da biscotto della fortuna  e aggiunge che una meraviglia come quella spiaggia non ricapiterà mai più nella vita. Se lo dici tu.
Da lì ricomincia a dilagare l’atteggiamento tipico delle anatre, Luca urla «Hai ragioneee!» mentre lo segue a ruota per farsi il bagno e Fiammetta, che è tanto lungimirante e son tre giorni che ha il costume sotto aspettando il momento buono, si libera della sua camiciola roteandola come un Centocelle Nightmare urlando «Daiii! Daiii!» Un bel momento di televisione.
Il motivatore non capisce più nulla, lancia inni all’estate fighissima che stanno trascorrendo e imita i compari.

Alan puntualizza che ehmbé, potrebbero essere anche tutti ammanettati a un albero all’Idroscalo, l’estate è bella perché c’è la loro stramaledetta Carta Vacanze.

 

Episodio  VI
Largo Ai Giovani

Cosa c’è di più fresco e giovane di quattro mosci che stanno seduti sulle pietre aguzze a cantare come scout congedati con disonore dai Lupetti? Un festival gotico, ad esempio.
C’è di buono che un mazzo di sterpi copre Alan e Fiammetta per qualche secondo.

Vi pregherei di guardare Luca, praticamente una bambola di pezza, potrebbe essere un cartonato e nessuno se ne accorgerebbe tanto riesce nell’inerzia. Non finge neanche di cantare, è buttato lì a deprimersi e ogni tanto apre e chiude la bocca, il minimo indispensabile. Se lo pagano come gli altri è un idolo.

Alan manda messaggini, «Troppo bella la Spagna, Alan!» ma cosa fa, se li scrive da solo? Eri malato quando insegnavano la punteggiatura alle elementari? Mi piacerebbe sapere su che basi questo genio trovi bella la Spagna, considerato che hanno seguito il corso delle acque di scolo fino a quella spiaggia e per il resto ci ha provato con Fiammetta Mozart. In proposito, farei notare come, inaspettatamente, lei gliela consegni su un piatto d’argento e sfoderi le sue fila di denti appuntiti ammiccando «Sento che andremo lontano..» Ora, questo imbecille, che ha tentato in tutti i modi di, diciamo di entrare nelle sue grazie, non capisce assolutamente, non coglie: «allora attivo subito Carta Vacanze Europa!». Sigh.

Episodio VII
Perdere Di Vista L’Obiettivo

Con una sfacciataggine scandalosa, Alan ci dà lezioni di vita sui sogni, spiegandoci che quelli veri non vanno in vacanza. Ecco, bravo, non come voi che non avete fatto una mazza di niente da quando vi siete caricati Fiammetta.
In questo episodio si imbucano letteralmente in una festa hippie di surfisti senza onde, tutti con la tavola in mano senza niente da fare. Marco arriva urlando «ragazzi, c’è anche la chitarra!» (guardate come lo dice, non ci crede neanche lui di averne una); Alan, che è uomo di mondo, sa che per farsi ben volere si deve essere divertenti e buttare da bere, così, sfoderando la battuta divertentissima sul fatto che sono arrivate anche le casse si presenta con le bottigliette. Per fortuna sono in Spagna e non li capisce nessuno.

Fiammetta si è integrata perfettamente nella comune e balla felice senza staccarsi un attimo dal cellulare mentre gli altri si apprestano a suonare con strumenti che beh, voi finora li avevate visti? Ad ogni modo, la canzone è sempre quella solo suonata a djambè e con corale drammaticità.

In balìa della più profonda sindrome di Stoccolma, Fiammetta guarda Marco ed esclama «è sempre bella! [sottinteso: anche dopo la centocinquantaduesima volta]», ma lui è in pieno momento creativo: «sì ma è ora di cambiare, voglio scrivere un pezzo nuovo!» Senti un momento, tu col berrettino ridicolo, l’hai mica scritta tu, no? Hai preso una canzone a Bocelli e nella tua cameretta l’hai storpiazzata con la tua chitarrina finché hai convinto altri due disperati a unirsi a te in questo circo itinerante del plagio e ora ci sputi su perché basta, che noia, bisogna fare un pezzo nuovo? Ti aspetto al varco, voglio proprio vedere che hit mi tiri fuori.

Quando Fiammetta arriva a chiedere se qualcuno le mette la crema Marco a momenti si sloga un braccio (vedo che proprio non ha superato l’abbandono di Valentina), solo che Alan ne sa pure due più del diavolo e lo prende spudoratamente in giro, dicendogli che deve scrivere il pezzo.
Marco non capisce di essere preso per i fondelli e ride di quelle risate false e sguaiate che riescono a renderlo ancora più odioso. Complimenti, eh, non era facile.

Non ho trovato lo spot in cui arriva un messaggio di Valentina a Fiammetta dicendo che devono parlare, è un peccato. Mi sarebbe piaciuto sapere come abbia avuto il suo numero.
Personalmente, credo che glielo abbia dato Alan in un disegno criminoso per allontanare la sua preda da Marco, salvo poi non filarsela di striscio per essere troppo impegnato a mandarsi sms da solo.