Lug 12, 2009

L’Ambra Mal Intesa

Un po’ di soft porn, dai, per accontentare tutti.

Due schermidori si affrontano con l’ardore di due lumache al burro d’erbe, chi saranno mai?

Uno di loro si rivela subito, eccolo lì, Aldo Montano e il suo gagliardo sciabolino, impegnato in un momento di recitazione che beh, diamoglielo sto Telegatto così se ne va. Il suo sguardo sbilenco di melliflua approvazione all’avversario, a detta della voce fuori campo, vale come “sport”, ”sfida” o “giornata impegnativa”, il tutto, faccio notare, senza che nessuno si sia a malapena mosso.

A un certo punto ho davvero creduto che si trattasse di uno scherzo.
Per prima cosa, ci fanno vedere ogni dettaglio di Aldo Montano mentre si insapona il corpo al suono di una musica da porno di serie B e che scuote lascivo la testa per eliminare la schiuma dagli occhi. Ma veramente?
Finita la doccia (fredda, a quanto gentilmente ci hanno fatto pervenire i dettagli), Montano prende da un armadietto antiatomico quello che so per certo essere uno dei deodoranti più infimi della Terra.
L’Intesa Sex-Unisex Ambra d’Arabia.

[Giova spendere pochissime righe per spiegare cotanta certezza.
Una volta, ai tempi del liceo, stavo facendo un giretto in città come ogni ragazzetto scansafatiche che si rispetti, assieme ai miei amici che chiameremo Lui e Lei. Ci fermiamo ad un semaforo pedonale, sto per dire qualcosa, ma mi interrompo prima di aprir bocca perché Lei e Lui si guardano ed esclamano agitandosi:

«Ma dai, anche tu Sex Unisex di Intesa?»
(una vecchia li guarda malissimo)
«Sì Ambra d’Arabia, è buonissimo, senti!»
(Io li guardo malissimo)
«Sì sì, proprio buonissimo!»
E iniziano ad annusarsi.

E lì ho tirato un sospiro di sollievo, perché se non mi fossi interrotta in favore di quel documentario sulla marcatura del territorio ai semafori, avrei esclamato «Oh, ma voi la sentite questa puzza di fogna e incenso?»]

La voce fuori campo dice che è riservato a «chi vuole vivere emozioni forti e liberare la propria sensualità»; praticamente allo stesso modo in cui si scioglie un cagnaccio a guardia dell’autorimessa. E’ancora il momento di Montano, che spruzza in ogni poro disponibile del suo corpo la sua Ambraccia puzzolente in una nuvola di gas tossico.

Sia chiaro, non basta, qui non si sta parlando mica di un roll-on per signorine, abbiamo a che fare con «la fragranza per lui e per lei che accende i sensi e scatena il desiderio».
Ok, ci sono due cagnacci nell’autorimessa.

Montano continua a spruzzarsi, mi chiedo come faccia a ossigenare (o ad essere così viscidamente lucido, sembra intagliato nella colla di pesce).
Ed ecco le porte dell’assurdo spalancarsi: mentre lui si faceva la doccia, si insaponava, si sciacquava, si imbellettava e quant’altro, il suo rivale è rimasto in divisa, maschera e corazzetta. Il caldo che deve aver sentito in queste tre ore e mezza (approssimazione per difetto) spiega perché, togliendo la maschera, la ragazza (ah, sì, è una ragazza, che sorpresa, non l’avremmo mai detto, no no) ha una faccia così orribilmente gonfia.

Ma il bello ha da venire: lei si spoglia della divisa e rimane con un costume intero da festa in piscina, irretita dall’unico sguardo disponibile di Montano negli spot che lo vedono protagonista, cioè il sorrisetto storto da guascone acchiappa-femmine che non ha bisogno di dire niente, che tanto son tutte lì per lui.
Gli si avvicina, inizia a preparare il terreno per cose che si dovrebbero trasmettere appena un minutino dopo la mezzanotte ma lui la ferma subito: ma che fai, donna, non mi arrapi per niente, aspetta che ti spruzzo bene con la mi arma segreta, il deodorante promiscuo dagli ormoni confusi.
Lei è definitivamente pronta a qualsiasi cosa e via, luce rossa nell’autorimessa.

Comtinuo a sperare che sia uno scherzo, ma pare proprio di no.