Ott 27, 2008

Antiche Battaglie

Il vecchissimo spot di Forza 4 era la versione dimostrativa de ‘L’arte della guerra’.

Gentili amici, tra l’indifferenza generale, ritorna ostinata la rubrica Operazione Nostalgia.
L’appuntamento di oggi è l’occasione per rievocare il meraviglioso gioco, intriso di azione e suspense, che porta il glorioso nome di Forza Quattro, che in realtà è la sintesi della strategia applicata alla vita, il training indispensabile per far crescere con le giuste basi un bambino degli anni Ottanta, in vista di un mondo tanto crudele.

Chi di noi non ha passato ore ad infilare quei dischetti di plasticaccia? Chi di noi non s’è fatto onore nelle battaglie preliminari per chi doveva prendersi quelli rossi, chi non ha imparato la diplomazia fra grandi potenze con la formula internazionale “okay, ma il prossimo giro i rossi li prendo io”?

Lo spot esplicativo dava un saggio dell’importanza di questo gioco, presentandoci due bambini in una riunione G2, da svolgersi in un bel salotto bianco impreziosito da un tavolo porta-servizio con le sembianze di un elefante, colto richiamo al colonialismo inglese in India. Che i dettagli ambientali hanno il loro peso.
I due leader siedono l’uno di fronte all’altro, nella contesa del titolo. Come il codice cavalleresco impone, la scelta della lingua è l’inglese britannico.

La situazione tattica si mostra immediatamente a favore del bambino. D’altronde, persino uno stratega di basso livello sapeva che è bene iniziare per primi, perché mettere il primo disco al centro voleva dire essere a metà dell’opera. Ma c’è anche da dire che la bambina gioca al suicidio, infilando dischi a caso e decidendo così la sua prematura ma meritata sconfitta. Il bambino continua a concentrarsi nel gioco con smorfie da pensatore acuto (e con un taglio di capelli a scodella che digita da sé il numero del Telefono Azzurro), ma al secondo giro il metodo Kasparov non dà i suoi frutti, poiché la bambina, spinta da napoleonico spirito, si riprende grandemente e vince in modo inaspettato e strategicamente brillante, tant’è che, educatamente, spiega all’avversario com’è riuscita a stenderlo «qui.. in diagonale!» mostrando la fila vittoriosa con un elegante gesto dell’inanellata mano. La disfatta è inaccettabile e il bambino, non avendo a portata il candido guanto di sfida, si lascia andare ad un’espressione verbale cavalleresca, colpevolmente ignorata dal doppiaggio italiano, ma che ditemi voi se non sembra essere il diplomatico «Aaaw, shit!»

Si ricordi ad imperitura memoria il motto Forza4 MB:
«È la forza della fantasia e dello spirito di osservazione che ti fa vincere in questo gioco».

E si ricordi cosa marca la maturazione di un gentiluomo:
Cominciare dal centro. Sempre cominciare dal centro.