La donna in carriera, che si crede la reincarnazione di Marlene Dietrich, esce dal luogo di lavoro, siamo niente meno che in Piazza Affari. Vestita con il solito connubio di colori “io sono una persona molto seria ho tanto stile però guarda come mi sta bene l’impermeabile nuovo”, si muove come se Dio medesimo dall’alto le avesse detto «Ti prego, sfila per me». Notate come si toglie gli occhiali da sole – grandi come piattini da dolce – con l’espressione di quella che quasi se la prende: «No, dico: ma m’avete vista quanto so’ bbona?».
Come abbiamo imparato dalla nostra grande amica della biblioteca, è il momento di spogliarci idealmente dei nostri costosissimi abiti (è inutile che prima li compri e poi fai la bella dentro che ha altro da offrire mentre tutti guardano solo l’apparenza, la prossima volta va’ da Oviesse e lagnati di meno), mentre percorriamo il duro tragitto che separa il Foro dal taxi.
E, come già sappiamo, è anche il momento di elargire stupidaggini su vasta scala.
Perché forse noi non capiamo fino in fondo il suo dramma: alcuni vedono solo i dodici centimetri dei suoi tacchi, vi rendete conto di che colpo per la sua autostima? Altri, al pari superficiali, guardano il colore del rossetto. Ora, capisco che possano sembrare sottigliezze, ma è verosimile?
Ma c’è anche la lunghezza della gonna, quale terribile fardello da sopportare; immagino i tormenti al mattino, «oh, ma come farò, tutti guarderanno solo quello, quasi quasi tiro fuori il burqa dall’armadio». E che dire del taglio di capelli? In un universo parallelo a me sconosciuto, gli uomini si accorgono per prima cosa del taglio di capelli. Che certo manco notano se la moglie torna a casa con la moikana.
Nonostante il mondo aspro e famelico le remi costantemente contro, lei porta avanti il suo credo personale, che la aiuta a superare cotante avversità, proprio mentre implode di soddisfazione per aver attizzato il tassista: «Quello che vedo io, è che non basta una semplice occhiata per capirmi davvero». Allora che dici, Miss Introspezione 2008, oltre a mettere un post-it sul frigo che ci ricordi di indossare le mutande, ce la abbottoniamo dall’ombelico in su, questa camicia, la prossima volta?