Aveta già visto il raffinato spot del profumo Magnifique di Lancôme?
Anne Hathaway si trova in un sontuoso palazzo di Parigi durante una simulazione antincendio. Non si sa se spinta dal copione o dallo smarrimento, l’attrice aleggia con quello che è un po’ il suo marchio di fabbrica, vale a dire il brio del Fantasma dell’Opera. L’intento è di farla apparire chic et nature, splendida anche se vestita solo di un elegante abito nero. In realtà l’effetto è quello della castagnara orfana del miliardario volpetto, dall’occhio scavato dalla fame per scelta, che è costretta a annusare profumo per riempire di qualcosa lo stomaco, vestita con un sacco per l’umido che la intristisce oltre misura, nonostante solitamente una scollatura altezza sterno sia capace di portare palate di allegria.
Come a tutte le donne accade sovente, la Hathaway incontra un super modello, ricambiando il suo sguardo moderatamente assatanato con una specie di sospiro sofferente che disarmerebbe il maniaco con le peggiori intenzioni (ti prego, sorella, insegnacelo!).
Questo scambio di materia cerebrale ha lo scopo di darsi appuntamento sul finestrone all’ultimo piano, per ammirare un preoccupante tramonto vermiglio a 360 gradi, con la Tour Eiffel in bella vista, altrimenti potrebbe essere anche Vigevano.
[Che se ci fate caso, quando il luogo in questione è Parigi, in uno spot o film che sia, dalla finestra si vede sempre la Tour Eiffel, come se fossero ripetitori. Si vede che solo io sono stato sfigata, se dalla finestra del mio albergo l’ultima volta c’erano dei macellai che martoriavano carne insanguinata con la scure e una esibizionista al secondo piano (storia vera).]
E che le fanciulle non si emozionino per il baciamano: non è galanteria, ma solo il volersi assicurare che la cerea gelata Anne sia ancora tra i viventi. In effetti dà segni di vita, sorridendo alla sua immagine riflessa nel vetro, con lo svanito sguardo che dice: «Toh, guarda chi c’è qui, la mia amica Audrey Tautou, aspetta che la saluto.»